la traviata

la traviata

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  • LIBIAMO NE’ LIETI CALICI
  • Ah! Libiam, amor fra i calici Più caldi baci avrà.
  • Tra voi, tra voi saprò dividere il tempo mio giocondo
  • Libiamo, libiamo ne’ lieti calici che la bellezza infiora
  • DE’ MIEI BOLLENTI SPIRITI
  • ..De’ miei bollenti spiritiIl giovanile ardoreElla temprò col placidoSorriso dell’amore!...
  • Lunge da lei per me non v’ha diletto!
  • PURA SICCOME UN ANGELO
  • Ah, comprendo,dovrò per alcun tempo da Alfredo allontanarmi…Doloroso fora per me… Pur…
  • Non sapete quale affettoAh no! Giammai!vivo, immenso m’arda in petto?
  • Un dì, quando le veneriil tempo avrà fugate,fia presto il tedio a sorgere.
  • E' d'uopo!
  • Pura siccome un angelo Iddio mi diè una figlia
  • Violetta Valery sta tenendo una festa nella sua casa a Parigi; ad un certo punto i suoi ospiti invitano Alfredo Germont ad improvvisare un brindisi che inneggi alle gioie del vino, dell’amore e del piacere, a cui si uniscono Violetta e gli altri invitati.
  • AMAMI, ALFREDO!
  • Giunse mio padre…
  • Lo vedesti?
  • Violetta ha abbandonato la vita da cortigiana, ha lasciato Parigi e ora vive nella sua casa di campagna, insieme ad Alfredo, felici ed innamorati.
  • NOI SIAMO ZINGARELLE
  • Noi siamo zingarellevenute da lontano
  • un quattro!
  • Ancora hai vinto.
  • I due innamorati vivono felici in una casa in campagna, finchè un giorno arriva il padre di Alfredo, Giorgio Germont, che chiede a Violetta di fare un sacrificio: lasciare Alfredo per sempre perchè la loro convivenza è dannosa sia per Alfredo sia per il nome della famiglia.
  • GRAN DIO! MORIR SÌ GIOVANE
  • Così alla misera,ch’è un dì caduta,di più risorgeresperanza è muta!
  • Gran Dio! morir sì giovane,io che penato ho tanto!
  • Oh mio sospiro, oh palpito,diletto del cor mio!......Violetta mia, deh, calmati,m’uccide il tuo dolor.
  • Violetta è sconvolta all’idea di doversi separare per sempre da Alfredo e scrive una lettera in cui dice ad Alfredo di avere nostalgia della sua vita di prima e di aver deciso di tornare a Parigi; per amore di Alfredo è pronta a compiere qualsiasi sacrificio.Alfredo torna in casa, e si accorge che qualcosa di grave dev’essere successo. Ma Violetta nasconde le lacrime e la sua tristezza e prima di tornare a Parigi supplica Alfredo di amarla quanto lei lo ama.
  •  Ah no, severo scritto mi lasciava Però l’attendo, t’amerà in vederti.
  • O, quanto! Perché piangi?
  • Ei più non ne vorrà; sarem felici,Perché tu m’ami, Alfredo, non è vero?
  • Di lagrime avea d’uopo, or son tranquillaLo vedi? ti sorrido… lo vedi?......Amami, Alfredo,Quant’io t’amo!Addio!
  • Alfredo arriva alla festa di Flora, un'amica di Violetta; gli invitati si preparano a passare il tempo tra danze e divertimenti, alcune dame son vestite da zingarelle. Violetta arriva accompagnata dal barone Douphol. Alfredo lo vince al gioco. Violetta gli dice di essere innamorata del barone. Alfredo, ancora più arrabbiato, fa una scenata umiliando Violetta che sviene.
  • Sfortuna nell’amore vale fortuna al gioco!…
  • Mio Dio!
  • Violetta malata di tisi, é ormai in fin di vita quando Alfredo, venuto a sapere la verità, va a chiederle perdono. Violetta una volta riabbracciato Alfredo, vuole andare in Chiesa a ringraziare Dio del suo ritorno; ma si sente mancare, la malattia l’ha indebolita troppo. Ora si rende conto che sta morendo: proprio ora che vorrebbe più che mai vivere.
  • Prendi: quest'e' l'immagine De' miei passati giorni;A rammentar ti torniColei che si' t'amo'.
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