“L’amore grande di un papà piccolo”
Updated: 3/30/2021
“L’amore grande di un papà piccolo”

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  • C’era una volta uno gnomo rubbacchione che rubava a tutte le ore, prendeva di tutto e di più: una fedina, una figurina, una matitina. Il suo nome era Bromo, alto circa 10 volte meno d’uomo. Tutto il giorno si lamentava: del suo pancione che lo rallentava mentre gli acini d’uva rubava, del sole che le guance e il naso gli scottava e dei suoi piedoni stranamente grandi per gli altri gnomi. Borbottava e borbottava ma la verità è che solo di una cosa si preoccupava: la sua bambina mai un sorriso accennava. La piccola adorata si sentiva tanto sola e sconsolata. 
  • .
  • Voleva compagnia, scherzare e giocare, magari qualcuno con cui parlare. Ma Ciccina sapeva che gli gnomi non si possono agli umani mostrare perché se scoperti la loro magia scompare. Allora lei piangeva e al padre chiedeva.. 
  • Bramo col cuore in mano si sentiva morire aquelle parole sentire ma non sapeva come fare o cosa escogitare, poteva solostare lì e la piccola Ciccina provare a consolare
  • “Tesoro mio non disperare, un modo un giorno si potrà trovare...”
  • “Oh babbo mio, babbo bello! Sono tanto sola come un nido senza alcun uccello! Sono sola e annoiata ogni giorno mi sento sempre più svogliata…”
  • Un giorno però qualcosa cambiò. Una grande epidemia impedì agli umani di quella casa di andare via. La più piccola fra loro borbottava mentre al telefono parlava:
  • “Uffa che noia! Io volevo uscire e con le mie amiche passeggiare... ma almeno al cellulare le posso videochiamare e lunghe partite online possiamo fare!”
  • BRUTTE NOTIZIE
  • Ciccina osservò la lamentela della bambina che le ricordava qualcuno di sua parentela. Ma i suoi occhietti si accesero di curiosità quando osservò l’oggetto con cui Madga comunicava. Il cellulare, lo solevano chiamare, oggetto strano attraverso cui parlare. Ma ora lo schermo s'illuminava e al suo interno personcine piccole come lei raffigurava. Ciccina senza smettere di urlare e saltellare chiamò il suo babbo che rimase entusiasta nel vedere la piccola in festa.
  • “Papà corri subito qua! Guarda, guarda cosa ha in mano Magda! Se pure io lo potessi usare forse come lei la noia potrei affrontare!” 
  • Nel vedere la sua piccina stupefatta Bromo corse nella cantina e poi fece un salto nell’umana cucina. Il suo ingegno gli aveva dato un’idea: recuperare un vecchio cellulare da aggiustare e col fondo di un bicchiere la telecamera modificare in modo che nessuno della loro natura magica potesse sospettare! Ed una volta finito la andò a chiamare..
  •  “Ciccina vieni qua, vieni qua! Guarda che bella foglia ha trovato in giardino il papà! Forse troppo grossa o rossa ma credo che piacere ti possa!” 
  • Una volta arrivata la figlioletta adorata iniziò a strillare. Ciccina strillò così forte per l’emozione che tutti gli uccelli sul balcone scapparono pensando fosse di uno sparo il rumore. La gnometta sorrise come non mai e col cuore caldo d’amore il padre fu felice di averle restituito il buon umore.
  • ”Papà ma quello è un cellulare! Questo vuol dire che anche io ora in rete nuove amicizie potrò conquistare! Grazie, grazie e mille grazie papà!”
  • "Sei il mio eroe"
  • "Per ridarti il sorriso avrei fatto di tutto e di più, lo sai che nel mio cuore ci sei solo tu!"