Federigo degli Alberighi

Federigo degli Alberighi
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  • "In Firenze fu già un giovane chiamato Federigo... che d'una gentil donna chiamata Giovanna. Acciò che egli l'amor di lei acquistar potesse, giostrava, armeggiava, faceva feste..."
  • Ma ella niente di queste cose per lei fatte nè di colui si curava che le faceva...
  • ...Spendendo Federigo oltre a ogni suo potere, le ricchezze mancarono ed esso rimase povero, senza altra cosa che un suo poderetto piccolo... e oltre a questo un suo falcone...
  • Ora venne un di' che il marito di monna Giovanna infermò. Rimasa dunque vedova l'anno d'istate col suo figliuolo se ne andava in contado a una sua possessione assai vicina a quella di Federico.
  • Avvenne che il garzoncello s'incominciò a dimesticare con Federigo e a dilettarsi di uccelli; e avendo veduto molte volte il falcone di Federigo volare, piacendogli, fore desiderava d'averlo. Ma pure non osava di domandarlo, veggendolo a lui esser cotanto caro.
  • Madre mia, se voi fate che io abbia il falcone di Federigo, io mi credo prestamente guerire.
  • Figliuol mio, confortati e pensa di guarire di forza, che io ti prometto che la prima cosa che io farò domattina, io andrò per esso e sì io ti recherò.
  • ... Avvenne che il garzoncello infermò; di che la madre dolorosa molto, che amava lui quanto più si poteva, spesse volte il domandava se alcuna cosa era la quale egli desiderasse, pregandolo gliele dicesse, che per certo, se possibile fosse ad avere, farebbe in modo di ottenerla. Il giovinetto desiderava il falcone tanto bramato.
  • Ella sapeva che Federigo lungamente l'aveva amata, nè mai da lei una sola guatatura aveva avuta.
  • Ella, titubante, si diresse verso l'abitazione di Federigo, il quale, non avendo di che saziarla, pose lo sguardo, seco stesso maledicendo la sua fortuna, sul falcone
  • Io donar nol vi posso: il falcon che mi domandate questa mattina arrostito lo avete avuto in sul tagliere. Di esso io pensavo di aver fatto buon uso; ma, vedendo ora che in altra maniera il desideravate, non potervi soddisfare è per me motivo di grande dolore.
  • Mi conviene, oltre al piacer mio e oltre a ogni dovere di convenienza chiederti un dono, il quale io so che sommamente t'è caro; Questo dono è il falcon tuo, del quale il fanciul mio si è forte invaghito, che se io non gliele porto, io lo perderò.
  • La qual cosa la donna udendo, prima il biasimò d'aver per dar mangiare a una donna ucciso un tal falcone, e poi la grandezza dell' animo suo, molto seco medesima ammirò.
  • Il figlio di lei morì e Monna Giovanna più volte fu dai fratelli spinta a rimaritarsi. Ma ella, ricordatasi del valore di Federigo e della sua magnificienzia ultima, disse che avrebbe voluto sposarlo. I fratelli inizialmente la derisero, ma poi compresero la fermezza del suo desiderio.
  • Se a voi pur piace che io marito prenda, per certo io non ne prenderò mai alcuno altro, se io non ho Federigo degli Alberighi; poichè io voglio avanti uomo che abbia bisogno di ricchezza che ricchezza che abbia bisogno d'uomo
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