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Sole e Luna

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Sole e Luna

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  • Klimt era un topo di campagna e come tale trascorreva le sue giornate girovagando proprio dappertutto; lo si trova nel fienile, nella stalla e persino nella cuccia di Tommy.
  • Ho fame. Ma come è possibile? Ho mangiato proprio di tutto prima di addormentarmi?
  • Elvis, invece, era proprio un bel gattone grasso al quale piaceva oziare sul divano, anche solo per evitare di incrociare quei maledetti esserini che detestava da sempre: i topi.
  • Come ti chiami?
  • Mi chiamo Elvis.
  • Ciao Elvis, io sono Klimt. Sentì un po', non devi mangiare nella spazzatura. Fa malissimo. Non vorrai mica prenderti tutte le malattie del mondo? Conosco un posto dove ti rimetterai in sesto mangiando solo cose che ti fanno bene.
  • Tutte le notti i topi, con lo zainetto in spalla, vanno in giro per la campagna a fare provviste. Di nascosto, quatti, quatti. Perché se venivano beccati da Elvis o dagli altri suoi simili...erano guai!
  • Ecco, questa è la migliore pescheria della città. La proprietaria quando entrano dei gatti dà loro un po' di pesce.
  • Vedi Elvis. I gatti e i topi sono un po' come il sole e la luna. Apparentemente sono poli opposti: la luna illumina la notte, il sole illumina il giorno. Eppure collaborano serenamente senza dimenticare che entrambi appartengono allo stesso cielo. 
  • Grazie Klimt. Ma perché mi hai aiutato?
  • Quella mattina Elvis si era svegliato proprio di cattivo umore. Si era seduto sul bordo del letto del suo padroncino, si era grattato la testa e aveva deciso di andare alla ricerca di cibo.
  • Elvis decise di rovistare nei bidoni della spazzatura che Harry, il proprietario della fattoria, aveva lasciato fuori. Primo bidone, solo carta. Secondo bidone, solo plastica, terzo bidone, infinite bottiglie di vetro. Finché non sollevò il coperchio del quarto bidone e cosa vide? Klimt che dormiva beatamente. Quando l'ombra di Elvis cala su di lui, il topo si sveglia e, pensando di non avere più scampo, lancia un fortissimo urlo. Elvis lo prende fra due artigli per guardarlo da vicino e spalanca la bocca. . Klimt allora si armò di coraggio e decise di non aver paura. Guardò Elvis dritto negli occhi e disse:
  • Elvis e Klimt erano consapevoli di avere appena vissuto l'inizio di una forte e sincera amicizia.
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