No! Sono venuto qui per una pozione d’amore per la mia amata Scilla, non per te
Oh Glauco, vuoi unirti a me invece?
Hahahahahha!
Cosa mi hai fatto, sono bruttissima!
La tappa più dolorosa per Odisseo fu quella di Scilla e Cariddi nello Stretto di Messina. Scilla prima di diventare un mostro marino era una ninfa bellissima del mare. Spesso si recava nella spiaggia di Zancle. Un giorno, vide nel mare Glauco, un dio metà uomo e metà pesce che si innamorò di Scilla. Ma la ninfa non ricambiava il suo amore, e terrorizzata cerò di nascondersi.
Issate le vele! Andiamo verso Scilla e Cariddi
Sì, signore!
Sì, signore!
Allora Glauco chiese a Circe di dargli una pozione d’ amore per far innamorare Scilla di lui.Ma Circe che nutriva un amore per il dio, gli propose di unirsi a lei ma egli rifiutò. Così quando Glauco se ne andò Circe progettò la sua vendetta contro la ninfa.
La vendetta di Circe consisteva nel mettere nel mare dell’isola di Zancle una pozione malefica, e quando Scilla si reca lì per fare il bagno, nel momento in cui entrò in acqua si trasforma in un mostro a sei teste e per non farsi vedere da Glauco si nascose vicino i a Cariddi.
Aiuto!
Aiutaci Odisseo!
Hahahahahaha!!!
Nella decina tappa, Odisseo è indeciso tra l’attraversare Scilla e Cariddi o attraversare il mare pieno di scogli. Alla fine scelse Scilla e Cariddi.
Arrivato difronte allo stretto, Odisseo scelse di passare vicino a Scilla, così avrebbe perso solo sei uomini.
Quando le navi passarono, Scilla prese con le sue sei teste sei uomini, essi urlavano aiuto ad Odisseo ma egli non riuscì ad aiutarli.
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