Durante la mia infanzia ricordo mia madre che, all’uscita di scuola, si organizzava con le mamme dei miei amici per portarci al parco della città per farci giocare liberamente all’aria aperta. Oggi, invece, si assiste a tutt’altro scenario: le mamme a turno organizzano dei pomeriggi trascorsi in casa con i compagni indeterminati giorni definiti “wind day”.
CHIUSO PER EMERGENZA WIND DAY
Era un giorno come tutti gli altri, mi stavo preparando per andare a scuola come ogni mattina quando mia madre all’improvviso mi dice che oggi sarei rimasta a casa. Tutta preoccupata mi rivolsi a lei chiedendo cosa fosse successo ottenendo come risposta l’espressione wind day.
Tutta incuriosita chiamai i miei amici e di indagare tutti insieme. Quando stavo per uscire mia madre mi bloccò dicendo che non si poteva proprio uscire di casa, quindi, ancora più incuriosita e preoccupata decisi di sgattaiolare fuori dalla finestra e uscire lo stesso.
Ci incontrammo davanti ai cancelli della scuola e trovammo il cartello chiuso per “wind day”.
Ci guardammo intorno notando di essere isoli in mezzo alla strada, come se tutte le persone fossero sparite improvvisamente. Notammo che il cielo era più scuro del solito, il vento che tirava da nord spargeva sui cancelli e sulle panchine dove eravamo seduti polveri strane, di un colore scuro.
Camminando per la strade, mentre tonavamo a casa, ci colpì un balcone dove tutti i panni stesi erano di uno stesso colore quasi grigiastro. Capimmo che la situazione era seria e decidemmo di tornare tutti a casa. Rientrando in casa mi accorsi che anche le lenzuola stese a casa mia avevano lo stesso colore di quelle viste precedentemente.
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